Topogrammi e Gaufrages

Lo sguardo all'antico dell'artista Annette Ronchin prende le mosse dallo studio della tecnica medievale della tempera su tavola , che viene trasferita sulla serie da lei inventata: "Topogrammi" come la rappresentazione dei luoghi, topo-, e della loro narrazione grafica, -grammi. La sua poetica oscilla tra l'utopia, di un mondo possibile e l'integrazione della cultura ereditata, visibile nei segni dei luoghi dell'endolaguna veneta e di ambiti necessari e spesso non appaganti; non è necessario andare nel Terzo Mondo per impegnarci in qualcosa in cui credere e poter tenere aperte le porte dell'incanto, come non è obbligatorio snobbare per dire qualcosa di nuovo.
I Gaufrages, sono stampe d'arte a tiratura limitatissima, 3 o 7, e consistono in particolari trattamenti della lastra, che opportunamente inchiostrata e passata sotto il torchio calcografico, dà come risultato sulla carta-cotone un'immagine " in rilievo" o gaufrage.
Visitare la personale di Annette Ronchin è trovare l'occasione in cui riconoscersi e scoprire la propria veneticità; è stimolante per riflettere sul destino del nostro maltrattato ambiente, dei siti archeologici come la Carpanea, abbandonati a loro stessi, o peggio all'azione corrosiva dei potenti mezzi meccanici dell'agricoltura; mai come in questo periodo vengono dissepolte con incuria sprezzante le ceneri di Antichi veneti inumati da migliaia d'anni, anche 7.000 anni fa. L'Artista raccoglie gli oggetti antichi così frantumati, restituendo loro nel ready-made di ciscun Topogramma la dignità che appartiene loro.
Annette Ronchin pubblica in riviste e, spesso, si avventura in analisi e critiche alla Galassia Guttemberg, per la sua capacità pervasiva, per questo si trova a competere con il sistema dell'Arte, talvolta percepito come superiore, ma del quale non può fare a meno. Annette si differenzia dai "padri" degli anni Sessanta, quando gli interlocutori venivano chiamati a  partecipare, in modo esplicito e a volte fisico, al "godimento" dell'opera d'arte, che aveva una forte sua valenza comunicativa. Annette Ronchin dialoga con la rete mondiale delle istituzioni culturali e d'arte, utilizzando l'analogia e la progettualità, nella sua produzione come nelle relazioni che stabilisce, con Philippe D'Averio, a Milano e con artisti che hanno 'inventato' nuovi spazi autogestiti, come il Laboratorio Sant'Ambrogio o il Brolo d'Artista di San Zenone.
La Ronchin si inserisce nel sistema dell'arte contemporanea italiano ed europeo, individuando i propri interlocutori: innanzi tutto nei musei; nelle istituzioni pubbliche e private, e nei vari satelliti del sistema con i quali stabilisce relazioni sempre più strette. Infatti, mai prima d'ora si è reso necessario appropriarsi delle nuove modalità comunicative offerte dal sistema di mediatizzazione e inserirsi come soggetto tra gli agenti principali del mercato dell'Arte.
L'attenzione di Annette Ronchin e dei cultori verso l'Arte è altissima, e allora perché non sono di facile accesso i mezzi, manipolati con grande dimestichezza da questo sistema, dal quale sembra si possa ricavare solo un profondo senso di oppressione?
L'alternativa che ci propone la mostra di opere recenti dell'artista Annette Ronchin non è la critica ad oltranza o l'adesione passiva al sistema, poiché questo non è l'unico dilemma, ma di cosa -sa fare- un'Artista moderna che guarda al futuro.