Annette Ronchin, a young Vicentine artist who projects a sense of sincerity and diligence in her work, creates significant images in which an ideal of beauty and elevation transpires above and beyond the vale of human misery. Selecting from historical sources those elements she finds congenial, she achieves a personal synthesis of content and style, revealing an affinity with the genres of surrealism and symbolism and arriving at the threshold of abstract art. In these engravings and in the lightness and softness of the acquatint technique, in which she generally adopts two or three particularly lively colours, we note a surreal effect in which various figurative elements are however retained. We are presented with the immense outer realms of the heavens, angels in flight and suggestions of biblical visions and romantic legends.
Piero Franceschetti
In recent works and especially in her acquaforte and acquatint etchings - a field in which she has experimented with techniques that differ somewhat from traditional methodology - I feel that Annette has attained a remarkable level of expressive skill and an unquestionable effectiveness … offering us a chance to admire these creations characterised by their very particular luminosity and brilliant colouring. In terms of general composition, there is an evident liveliness and essential élan with a dynamic outward expansion of colour across the surrounding frames, which become a fundamental element of each piece; the frames themselves are thus no longer an ornamental feature but become a further plane, upon which the artist’s imagination is held and extended.
Aldo Lucchetti
In an article published in the Revue anecdotique (April, 1862) Charles Baudelaire suggested that “amongst the various expressions of the plastic arts, etching is that which comes closest to literary expression and is the most suitable to reveal l’homme spontané.” Annette’s works appear to comply very well with the quite famous and compelling statement. They reveal a full awareness of life’s experiences reflected in evident but always discreet figurative elements together with a ‘fresh’ and original inventive style and the spontaneous joy of serene inner interpretation. The entire work of this Vicentine artist, in which we note rare technical skills (embracing all engraving techniques) and a great and constant attention devoted to compositional factors, is thus characterised by its original style and a masterful ‘narrative’ capacity. In her work there is a deep and quite delicate, suggestive force which discerning observers will undoubtedly find most fascinating.
GiorgioTommaso Bagni
Annette Ronchin presents a collection of high-quality, copperplate prints with imposing and impressive mythological figures, the remote origins of which reveal the artist’s strong interest in ancient Mediterranean civilisations. Winged goddesses, such as the sfir, and a water deity, appearing as detached, supernatural beings, are portrayed with warm colours and divided by white outlines. An etching representing a man and woman at its centre illustrates a chaotic, irresistible energy emanated by a couple when fatefully they are drawn together and fall in love.
LucianaPeretti
Like many other artists at this exhibition, Annette Ronchin has received many awards. More particularly, she reveals a rare diligence in her desire to divulge the techniques of the art of engraving, which derives from her great love of this special craft.
She has presented three xylographic prints produced on a plywood surface, the figurative elements of which convey a sense of oneiric imagery and products of the collective imagination; her themes derive from traditional sacred art (fall of the rebellious angels), mainland Venetian folklore (the Salbanelo goblin) and also reflect the age-old question of the relationship between man and his environment (in a simultaneous presentation).
Marica Rossi
The comprehension and full embracing of life through illuminating symbolic interpretations characterised by light, shimmering and floating forms is the essential ingredient of Annette Ronchin’s art. An almost absolute protagonist of her work is the beauty of female forms, which, without dominating one’s attention, reflects the faculty of approaching - by means of a sort of lyrical intuition - a variety of different themes. In this work we also find a natural dimension - suspended between poetical sentiment and fantasy - in which there is no lack of a sense of knowledge of man and the world. It would be hard not to notice this blend underlying the poetical expression and quality of her art; we also note that Annette always returns to such sources to ensure that luminous elements imbued with light and backgrounds opening out onto rich sequences of colours can be created in an imaginary setting ready to accept and retain - in an encounter with ‘sacred art’ - the magic of sentiment contained in ancient models.
Maria Lucia Ferraguti
Annette Ronchin: il sogno e il mistero
Lo stupore è il sentimento che coglie l'anima quando ci si accosta all'opera di Annette Ronchin, stupore e delicatezza quasi coniugati dal fluire di colori tenui e sognanti che racchiudono cieli, angeli, sogni, mistero, seduzioni e respiri. E questo con qualsiasi tecnica: l'acquaforte, l'acquatinta, la punta secca, la cera molle e le tecniche sperimentali come la collografia, le tecniche miste, la xilografia e le commistioni come la calcografia e il gaufrage
È un narrare che ha reminiscenze bibliche, dove la fede riesce sempre a diventare poesia e si intreccia con la certezza di Cieli e Terre nuovi e attesi, partendo dalla realtà di una terra e di un cielo segnati dalla fragilità e dalla miseria, ma che rimandano sempre oltre, verso un Mondo Futuro di Paradiso, dove si desidera armonia e perfezione. Opere che ci dicono di un'eternità che è solo Amore gratuito ed eterno, totalmente donante e donato.
Quante volte la danza - elemento spesso presente nelle sue opere - ripercorre il Paradiso sognato e desiderato, quell'Eden dal quale l'uomo e la donna si sono spossessati per un atavico egoismo e un desiderio di essere dei che sempre pervade l'intimo dell'uomo. Paradisi dove si danza, dove si gioca (quanti fanciulli!), dove ogni persona riesce a ritrovarsi ed identificarsi in queste persone senza volto, ma contemporaneamente profondamente particolari e presenti.
Altre volte la tecnica dell'artista ci immerge in un mondo dove la favola e il tempo degli dei, degli elfi, delle fate arriva a fluttuare con la nostra fantasia. Il tratto delicato scorre senza nervosismi, con assoluta fluidità tra giochi di colori ad evocare misteri antichi, sempre assolutamente presenti nel cuore. Un cuore che nuota quotidianamente e inconsapevolmente su antichi archetipi e che solo nel rincorrersi dell'immaginario li rende attuali. E le dee dai corpi sinuosi, con i capelli scomposti dal vento, scivolano sulle sue opere lasciando una traccia, un segno, un cerchio, un piccolo segno di perfezione che nella bellezza femminile si concretizza. Dee che generano vita e che sono vita. Mondo sognato e sognante che affonda le radici nel mistero dell'Essere, in antiche saghe o in leggende surreali. Esseri vaganti che si riflettono e vivono su acque cristalline, su prati unici, su un tessuto naturale che, se da un lato lascia riposare la mente, spinge sempre oltre, al di là, per rimirare "interminati spazi e sovrumani silenzi e profondissima quiete" dove il naufragare del cuore diventa dolce. È infatti sensazione di grande dolcezza e di assoluto benessere quella che accompagna la meditazione e l'immersione in questo mondo fantastico, che però ha le radici ben salde nel reale.
Come dicevo prima ritornano gli antichi archetipi, si svelano i segreti del cuore, emergono ancestrali pensieri, sgorgano come da sorgente fresca e perenne sentimenti religiosi che dall'eterno sono nel cuore umano. È questa la bellezza di lasciarsi trasportare da questa danza del cuore che si traduce in immagini e che ritorna al cuore sollevandolo e rinnovandolo. Una vera e propria catarsi.
Ma non possiamo dimenticare un altro aspetto fondamentale che accompagna l'opera di Annette: la natura. Sono convinto che le suggestioni della campagna veneta, la dolcezza dei colli, la meraviglia di albe e tramonti, il dolce fluire dei fiumi hanno lasciato un segno profondo nel cuore della nostra artista, da questo punto di vista profondamente veneta. Esprime un ambiente, o forse meglio, ce ne conserva la memoria. Di fronte ad una natura troppo spesso devastata e scomposta dalla brutalità dell'uomo, Annette ci fa ritrovare l'immensità dei cieli purissimi, un verde che si declina in mille sfumature, una terra dove non c'è traccia di inquinamento. Un mondo perfetto, anche quando oggi facciamo fatica a vederlo, ma con il sogno riusciamo a renderlo vivo. Per non parlare del vento, della brezza, del soffio delicato di Eolo che sembra trovare posto nelle volute di un'opera e di un'incisione. Il sorriso di una brezza leggera ci fa ritrovare anche in inverno una primavera del cuore, un'eco musicale che con melodie delicate avvolge la vita, … la sorpresa di un refolo che rinfranca l'animo.
I colori sono di leggerezza, di volo, quasi una nube che ha lasciato un tratto di respiro su uno spazio limitato, ma proprio perché limitato capace sempre di rimandare a realtà senza fine. Colori che dicono allusioni, ideali, seduzioni, giochi, segni misteriosi e ondulati che si stemperano nel mistero.
Francesco Gasparini
Direttore del Museo e dell'Ufficio
Beni Culturali Diocesi di Vicenza